| I MISTERI DEL CAIRO |
Il Viaggiatore fece per alzarsi e ripartire. L'omone insistè per pagare il conto. Si incamminò con lui.
"Dove sta andando?"
"Volevo visitare la Cairo copta, vedere le chiese cristiane e la sinagoga, dev'essere strano, trovarle in questa città".
"E' un'ottima idea - disse l'omone - Se vuole la accompagno".
Cinque minuti più tardi erano alla fermata della metropolitana. Quando il convoglio arrivò il Viaggiatore salì sul primo vagone, accolto da strilli di sorpresa e ira: lo scompartimento era riservato alle donne.
Se ne accorse troppo tardi: già il treno ripartiva. Due donne velate si misero davanti a lui, coprendogli la vista, come fosse un testimone segreto a un processo di mafia. Notò che una di loro guardava con insistenza verso il vagone accanto, quello maschile o per occidentali misti, su cui, opportunamente, era salito l'omone. Di più: cercava con lo sguardo l'omone. Alla prima fermata il Viaggiatore cambiò carrozza.
Raggiunse l'omone. Gli disse: "Una donna, di là..."
Lui disse: "Lo so". Con tristezza.
Scesero a Mar Girgis. Il viaggiatore si accorse che la donna velata li seguiva. L'omone lo portò nella cripta di San Giorgio. Il custode faceva provare a tutti i visitatori il collare di ferro che aveva cinto il santo. Quando vide la taurina circonferenza dell'omone, rinunciò. L'aria era irrespirabile. Uscirono nei vicoli polverosi dell'enclave cristiana, l'omone disegnò qualcosa sullo strato sabbioso che copriva l'asfalto: sembrava una guglia. Guardò il Viaggiatore, che non capiva.
"E' un pesce - gli spiegò - la metà di un pesce. Se lei fosse stato cristiano l'avrebbe completato, disegnando l'altra metà, quella con la coda. Era una specie di parola d'ordine tra i cristiani, quando non era consigliabile rivelare la propria fede".
La donna velata li spiava dietro una colonna.
"E lei è cristiano?" chiese il Viaggiatore
"Non più - rispose l'omone - Da molti, molti anni".